life ursus

Mamma orsa passeggia al limite del bosco con i suoi 3 cuccioli

L’orso bruno: abitante delle Alpi e degli Appennini italiani

Oggi sono qui a parlarvi di un animale che molti temono, ma pochi conoscono: l’orso bruno.

Forse vi ricorderete la brutta storia dell’orsa Daniza, che aveva sollevato proteste dal mondo animalista.
L’orsa aveva ferito un cacciatore di funghi, probabilmente per proteggere i suoi due cuccioli appena nati. Era stata sedata, ma il sovradosaggio le era stato letale. I due cuccioli erano andati incontro al loro destino, senza una mamma ad accudirli e dovendo affrontare il mondo soli e con le proprie forze. Ebbene, ad oggi sappiamo che i due piccoletti sono sopravvissuti e si sono svegliati dal letargo. Quando si dice la forza della sopravvivenza!

Mamma orsa passeggia al limite del bosco con i suoi 3 cuccioli

Il goloso orso Yoghi o il feroce grizzly?
Quando sentiamo parlare di orsi si sa, siamo sempre un po’ intimoriti. D’altronde sono animali dalle dimensioni davvero notevoli, con quei grossi artigli e quella dentatura ben poco rassicuranti. Insomma, non è proprio come trovarsi di fronte al simpatico orso Yoghi e al suo tenero amico Bubu.
Tanto per dare un’idea della loro stazza, pensate che il peso medio di un maschio di orso bruno europeo è di 130 kg, mentre una femmina pesa all’incirca 90 kg. Il cucciolo al primo anno di età, benché abbia quei teneri occhioni (se visti da debita distanza), pesa dai 25 ai 50 kg! I cuccioli di Daniza pesavano 30 kg a 6 mesi dalla nascita. Sono caratteristiche di non poco conto, direte. E io sono d’accordo con voi.

Mamma orsa gioca con il suo cucciolo in mezzo ad un prato al limitare della foresta

Un olfatto sopraffino per fiutarci da lontano
Attenzione però a non diventare troppo antropocentrici e pensare che, al solo vederci, il suo primo istinto sarà di attaccare l’uomo. Anche perché la sua vista non è sviluppata quanto il suo olfatto e il suo udito. Gli orsi riescono a fiutarci anche a chilometri di distanza. Se li vediamo, quindi, è probabile che loro sappiano della nostra presenza già da parecchi minuti. Siamo spacciati vi chiederete? Direi di no.
In effetti gli orsi ci evitano quanto più possibile, anzi, non ci vorrebbero proprio incontrare! Devono però coprire grandi distanze, soprattutto i maschi nella stagione degli amori alla ricerca di una femmina. Per questo motivo è molto probabile che i nostri sentieri si incrocino, essendo l’orso costretto ad attraversare territori popolati dall’uomo.

Ma quali sono le specie di orsi che vivono in Italia?
In Italia vivono l’orso bruno europeo e l’orso bruno marsicano. Il primo vive nella parte settentrionale del nostro stivale, principalmente in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto; il secondo popola invece il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Si dice che il marsicano sia la specie più tranquilla; un pacifista direi. Rispetto al suo cugino che vive più a settentrione poi, ha il muso un po’ più schiacciato ed è leggermente più piccolo. Dico leggermente perché considerare piccoli 150 kg è un po’ un azzardo… Questione di punti di vista!

Due orsi in lontananza in mezzo ad un prato ai piedi di una maestosa montagna innevata

Gli orsi bruni e le Alpi italiane
Come la maggior parte delle specie animali a rischio, la principale causa che ha messo a repentaglio la sopravvivenza di questo enorme animale è l’uomo. L’orso bruno è stato infatti negli anni vittima di bracconaggio. Una volta popolava anche le zone centro occidentali dell’Italia, ma nella prima metà del ‘900 la popolazione di orsi si ridusse notevolmente. Alla fine degli anni ’90 rimanevano sulle Alpi italiane appena 4 individui!

È nato così il progetto Life Ursus, che ha previsto il ripopolamento delle Alpi italiane da parte di questo gigante predatore. Il piano, all’apparenza semplice, ha previsto l’introduzione di una decina di esemplari provenienti dalla Slovenia in territorio italiano. Eh si, perché la Slovenia pullula letteralmente di orsi, arriva a contarne addirittura 500! Ad oggi, si stimano più di 35 orsi nel solo Trentino. È per questo che ne sentiamo sempre di più parlare.

Le abitudini degli orsi bruni
Gli orsi sono animali dalle abitudini prettamente notturne, sebbene si pensi che ciò sia dovuto all’uomo e alla sua attività diurna. Sono onnivori e la loro dieta è costituita prettamente da vegetali.
Durante l’inverno cadono in letargo. Non è però un sonno pesante il loro e all’occorrenza si svegliano per riempirsi un po’ la pancia, magari nelle belle giornate di sole. Per prepararsi all’inverno aumentano la loro massa corporea accumulando grasso e intanto si costruiscono la tana che li ospiterà durante la stagione fredda. Di solito è una grotta, come impariamo da tutti i cartoni animati Disney, altre volte un tronco cavo o un crepaccio. È un animale molto pulito e dentro il suo giaciglio non accumula escrementi ma si costruisce un letto di foglie e vegetali che lo isolino dalle fredde temperature e dall’umidità del terreno.
Questa tana che si costruiscono, spesso per i più anziani diventa anche la loro tomba. Molti esemplari, infatti, non si risvegliano più dal loro eterno letargo.

C’è tanto da scoprire sulla vita di ogni animale e ogni volta che parlo di uno si loro rimango sempre più affascinata da come i comportamenti e gli istinti siano frutto di un percorso generazionale. Il loro essere in equilibrio con l’ambiente che li circonda non è scontato ed è frutto di generazioni e generazioni e noi dobbiamo esserne consapevoli e fare di tutto affinché questo equilibrio si conservi.

Il primo piano di un orso bruno che volge lo sguardo al cielo
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