Il lupo e il ripopolamento delle Alpi

Negli ultimi mesi gli avvistamenti di lupi nell’arco alpino piemontese sono stati davvero moltissimi. Sauze, Sestriere, Pragelato, addirittura Stupinigi: i lupi sono scesi a valle fino agli agglomerati urbani in cerca di cibo, spinti dalle numerose nevicate che hanno reso difficile la loro sopravvivenza a quote più alte.
Tuttavia, sebbene gli avvistamenti siano stati molti, i lupi hanno sempre abitato le Alpi occidentali e il loro monitoraggio è cominciato già più di 20 anni fa. Certo è, comunque, che la popolazione dei lupi sta crescendo molto in fretta.
Negli anni ’70, gli ultimi lupi sopravvissuti all’estinzione erano solamente un centinaio e situati tutti nell’Appenino centro – meridionale; con il passare degli anni, questi animali si sono spostati pian piano verso nord, dapprima lungo l’Appennino settentrionale fino ad oggi, in cui sono circa 32 i branchi censiti tra il territorio italiano e quello francese.
I fattori sono molti, a cominciare dallo spopolamento dei piccoli paesini di alta montagna e delle campagne, che negli ultimi anni è sempre più evidente. A conseguenza di questo si è registrato un aumento delle aree boschive e degli ungulati, che rappresentano le prede preferite dei lupi. Questi animali sono poi estremamente adattabili e anche questo li ha aiutati a sopravvivere e a ripopolare le Alpi. In ultima analisi non bisogna dimenticare l’intervento di salvaguardia della specie, introdotto sia a livello nazionale che europeo e l’aumento della sensibilizzazione da parte dell’opinione pubblica.

Lupo Grigio

Ogni branco è composto da circa 5 – 7 individui, guidati da una coppia alfa, l’unica che si riproduce. La femmina alfa, infatti, scoraggia ogni tentativo delle altre femmine di riprodursi, spinta dall’istinto di sopravvivenza. In questo modo il branco deve provvedere alla crescita di una sola cucciolata, nutrendo la femmina mentre questa accudisce i piccoli. Quest’ultimi, all’età di 2 – 3 mesi, imparano le tecniche di caccia grazie alle prede, ancora vive ma stordite, che gli altri componenti del branco portano loro. All’età di 6 mesi hanno già l’aspetto di un adulto.
Ai nuovi arrivati, una volta raggiunta la maturità, si prospetta una scelta difficile; due strade si diramano davanti a loro: la prima è quella di restare all’interno del proprio branco, come sottoposti, con la speranza di diventare un giorno gli individui alfa; la seconda è quella di abbandonare il branco e tentare di costruirne uno proprio. Si dice in questo caso che il lupo va “in dispersione”. Una scelta non proprio facile, dal momento che ogni branco copre un territorio che si estende dai 150 ai 400 km2 ! Certo, il lupo compie grandi spostamenti e anche questo suo fattore ha contribuito alla sua ripopolazione. Pensate solo che, in 24 ore, è capace di percorrere in media 50 chilometri! Anche per questo motivo è estremamente difficile avvistarlo, a meno che, come è successo negli ultimi mesi, non sia lui a volerlo. Inoltre, poiché il lupo è un animale sociale, si comprende come la scelta di formarne un branco proprio sia davvero difficile.

Wolf_with_Caribou_Hindquarter-2

 

Nel territorio alpino piemontese sono state individuate le aree maggiormente battute dai lupi e la presenza di circa 5 branchi tra la Val di Susa, il Gran Bosco di Salbertrand, nelle valli Chisone, Germanasca e di Lanzo. Insomma, i lupi che abitano le Alpi sono sempre più numerosi e un nuovo equilibrio si sta lentamente ristabilendo.

Canis_rufus_walking_in_forest

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...